Orgoglio e Pregiudizio - Dichiarazione d'amore di Darcy ed il rifiuto di Lizzy

Mr. Darcy: “Signorina Elizabeth, ho lottato invano e non c’è rimedio! Questi mesi trascorsi sono stati un tormento! Sono venuto a Rosings con lo scopo di vedervi…dovevo vedervi! Ho lottato contro la mia volontà, le aspettative della mia famiglia, l’inferiorità delle vostre origini, il mio rango ed il patrimonio…tutte cose che voglio dimenticare e chiedervi di mettere fine alla mia agonia…”
Lizzy: “Non capisco…”
Mr. Darcy: “Vi amo… Con grande ardore… Vi prego, concedetemi la vostra mano…”

E’ una delle più belle dichiarazioni d’amore che ci sia stato concesso di leggere e di vedere trasposta al cinema. Non tanto per le parole in sé, che pur sono la quintessenza del sentimento, quanto piuttosto per il crescendo che le fa pronunciare. Jane Austen consegnò alle stampe Orgoglio e Pregiudizio sul finire del 1812, la prima edizione è datata 18 gennaio 1813. Il primo titolo che l’autrice scelse per quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato il suo lavoro più importate, è First Impression: Prime impressioni; solo in un secondo momento lo cambiò, spostando l’attenzione da una traccia più generale, riferibile a più di un personaggio, alle caratterizzazioni dei due protagonisti, intuibili quindi fin dal nome del romanzo.
Il romanzo deve la sua fortuna al genio dell’autrice, ma anche al periodo storico in cui la Austen visse. La letteratura romantica, specie quella anglosassone, non è nuova a magistrali lavori usciti da penne e calamaio declinati al femminile. Chi dice Inghilterra dice Shakespeare, forse come prima associazione, ma la vastità culturale, cui si poteva accedere per il tramite dei salotti inglesi, ha forgiato lo spirito di molte scrittrici. Dobbiamo un ringraziamento particolare al romanticismo nato in Inghilterra sul finire del 1600 e che è stato alimentato come un fuoco da quelle terre, poiché esse hanno regalato al mondo non solo Jane Austen, ma anche le sorelle Brontë. La nostra Jane, perché ella tanto è cara alla letteratura, come al cuore di ogni donna che abbia letto un suo romanzo, sospirando sulle pagine cruciali dello stesso, è stata uno spirito ribelle e profondamente intenso. Si narra che abbia amato, e molto, un uomo che rivive in ogni suo scritto. Il loro sogno d’amore non trovò coronamento, e lo spirito di Jane non trovò pace. Riprova sarebbero tutte le lettere che scrisse a sua sorella minore e che questa, in un gesto che recava in sé l’amore per sua sorella, il pudore per le circostanze ed il desiderio che l’amore di lei restasse intatto nel suo ricordo, bruciò dopo la morte della scrittrice. La vita serena di Jane l’ha scortata su questa terra per poco più di quarant’anni e nei suoi ultimi scritti ritroviamo un insieme di maturità, sofferenza e, forse, rammarico, per ciò che non fu, che non sbocciò e che non si consumò. Questo compendio di stati d’animo è ben evidente, nella sua forma più alta di malinconia, in uno dei suoi ultimi lavori, giunto a noi completato dalla scrittrice: Persuasione. Purtroppo ci è concesso solo d’immaginare l’entità del sentimento d’amore che le ispirò alcune tra le pagine più belle e garbate che si possano leggere. Il che rende tutto ancora più squisitamente romantico. Gli studiosi dei suoi scritti e non, con il loro lavoro di ricerca, hanno onorato la sua memoria e la memoria del suo amante, tentando di ricostruire la vita di Jane e dando loro, di volta in volta, il volto dei protagonisti dei suoi romanzi, o di riunire le caratteristiche di alcuni di essi, ciò specialmente perché i tratti preponderanti delle varie personalità sono ricorrenti: onore, senso del dovere, amor proprio e per il prossimo, testardaggine, generosità mista a timidezza nei modi. Circa il nome del suo innamorato, molte fonti sono concordi nell’identificarlo con il nipote dei vicini di casa di Jane, tale Thomas Langlois Lefroy. Le condizioni economiche del giovane non gli concedevano di poter liberamente scegliere chi amare, la famiglia esigeva un matrimonio vantaggioso, così Thomas e Jane furono allontanati. A sostegno di tal tesi e dell’identità del giovanotto, accorrono anche i tempi. La loro conoscenza avviene nel dicembre 1795, ed il loro attaccamento fu subito talmente evidente che la famiglia di Thomas l’allontanò nel giro di un mese. Nello stesso periodo Jane iniziò la stesura di Orgoglio e Pregiudizio, preceduto da Ragione e Sentimento, all’epoca intitolato Elinor e Marianne. Appena ventenne conobbe, stando alle cronache, il suo unico amore ed insieme il suo unico dolore romantico, ma possiamo essere certi che sia così? Sebbene i suoi scritti suggeriscano situazioni simili a quella sua e di Thomas, con dei finali decisamente diversi, pare improbabile che un amore che non ha avuto il tempo di tramutarsi da seme a bocciolo in un solo mese, abbia potuto fare un danno tanto irreparabile e profondo. C’è troppa ricorrenza di espressioni, di atteggiamenti, tra i suoi protagonisti maschili, caratteri troppo delineati, che fanno pensare, eventualmente, ad una conoscenza molto più profonda, accurata, duratura nel tempo. Mi piace immaginare che si siano amati nel silenzio di quelle lettere che sua sorella ha regalato alle fiamme, negli angoli bui di un tempo in cui innamorarsi era un dono atroce se le convenienze sociali non corrispondevano ai desideri del cuore. Jane Austen siede alla sua scrivania ed immagina Fitzwilliam Darcy ed Elizabeth Bennet, dopo l’incontro con Thomas Langlois Lefroy. In Darcy si mescolano il contegno dell’epoca e il fuoco della passione, che egli riconosce in Elizabeth. Il destino dell’eroe romantico di ‘Orgoglio e Pregiudizio’ è scritto negli annali di famiglia, egli è il depositario ed il beneficiario di un’enorme fortuna, deve rendere onore al suo nome ed a quello della sua casata, la sua vita è stata un susseguirsi di dolori, con la morte degli adorati genitori, e di doveri, con l’aver cresciuto sua sorella e amministrato il patrimonio di famiglia. Nel suo cuore erano ben chiari sentimenti come rispettabilità, rango, eleganza dei rapporti sociali, praticità di una corrispondenza conveniente con una cerchia di amici selezionata. Cultura, arte e convinzioni dure e severe avevano forgiato un carattere deciso, che difficilmente piegava le sue opinioni, le quali per la maggiore si formavano al primo impatto con i suoi interlocutori. Fino a che. “Fino a che” è la porta girevole nella storia, è l’affacciarsi di Darcy ad una conoscenza della vita che mancava tra le sue convinzioni; tale svolta porta il nome di Elizabeth – Lizzy Bennet. Lizzy nasce in una famiglia modesta, allietata dalla nascita di cinque figlie, lei è la secondogenita. La semplicità di modi dei suoi genitori e l’ignoranza delle sue sorelle minori creeranno non pochi imbarazzi nella ragazza ed in sua sorella maggiore, ma sarà un sentimento mai in grado di offuscare l’amore che tiene unita questa famiglia, che appare come la loro più grande ricchezza. Possiamo già cogliere una contrapposizione tra la nobiltà in cui è calato Darcy, fatta di sotterfugi ed apparenze, in cui il calore umano è al servizio delle chiacchiere da salotto e della possibilità di decantare il proprio nome, e la semplicità in cui cresce Lizzy, una creatura curiosa, che passa il suo tempo a leggere e passeggiare, nella gaiezza che la sua intelligenza le impone: è consapevole infatti che sposerà un uomo solo per amore e che quell’amore, date le sue condizioni economiche, potrebbe tardare ad arrivare, o non arrivare mai. I loro caratteri sono incredibilmente speculari, lui orgoglioso e fiero, nasconde una sensibilità innata ed una dolcezza a cui pochi riescono ad accedere, lei puntigliosa e certa del suo pensiero, che a volte la porta a giudizi affrettati, nasconde un profondo rispetto per la natura umana, per la sensibilità che chiunque porta nel cuore. Non è difficile immaginare perché Darcy si innamori di lei. La bellezza è invisibile agli occhi quando è il cuore ad innamorarsi di un altro cuore, e che Lizzy fosse bellissima è, appunto, una prima impressione. Il coraggio della ragazza, la sua gioia di vivere, il sapersi relazionare agli altri senza alcuna maschera, l’aver disdegnato le convinzioni che la volevano rispettosa di una rigida etichetta che nulla le avrebbe portato, se non il privarsi di piaceri semplici, quanto innocenti, della vita, hanno colpito Darcy più di quanto avesse mai potuto fare un dardo di Cupido. Le coincidenze che muovono gli ingranaggi del romanzo li allontaneranno inesorabilmente, fino a che non sarà pressoché impossibile per lui ammettere a se stesso di amarla e strapparle dal petto la calma, giacché quello della dichiarazione sarà per Lizzy il momento in cui si renderà conto di non conoscere affatto il suo cuore. L’amore tra i due nasce dal reciproco fastidio, ma infondo le più belle e dolci storie d’amore nascono così: da una diffidenza iniziale, da un’antipatia che cambia volto mano a mano che l’altro volge il proprio sguardo e si lascia scoprire, conoscere. Sarà lui a fare dei primi, incerti, passi verso di lei, non riuscendo a dimenticare il peso delle sue responsabilità sociali. Sarà lei, con il suo iniziale rifiuto, a metterlo di fronte alle sue priorità, costringendolo a rivalutarle e poi a ribaltarle, grazie al suo rimprovero, grazie alla sua schiettezza. Si perderanno, per poco, e si ritroveranno, profondamente innamoranti, ma tacenti quel sentimento d’amore, temendo l’uno un ulteriore rifiuto, l’altra di essere considerata una sciocca, immatura e presuntuosa. Sentiranno solo il peso delle loro scelte, non la derisione della famiglia di lei, non l’osteggiare della famiglia di lui. Saranno solo loro due, per tutta la durata del racconto. Tutto ciò che dipingeva la loro vita, la loro epoca, tenterà di dissuaderli, di allontanarli, invano. Questo è quanto accade ai protagonisti di Orgoglio e pregiudizio. Quel bacio mancato alla fine della prima dichiarazione di Darcy, verrà compensato dai loro visi che si sfiorano quando lasceranno parlare i loro cuori nel finale del film.
Lizzy: “Non riuscivo a dormire”
Mr Darcy: “Nemmeno io…mia zia…”
Lizzy: “Sì, è stata qui…”
Mr Darcy: “Come potrò mai fare ammenda per un tale comportamento?”
Lizzy: “Dopo quello che avete fatto per Lydia e sospetto anche per Jane, sono io a dover fare ammenda”
Mr Darcy: “Dovete sapere che è stato fatto tutto per voi… Siete troppo generosa per prendervi gioco di me. Sapere che avete parlato con mia zia ieri sera, mi ha fatto sperare di poter fare quanto prima non osavo… Se i vostri sentimenti sono gli stessi di Aprile ditelo ora, il mio affetto ed i miei desideri sono immutati, ma una vostra parola mi farà tacere per sempre. Se, invece, i vostri sentimenti fossero cambiati, devo dirvelo… mi avete stregato anima e corpo e vi amo… vi amo… vi amo e d’ora in poi non voglio più separarmi da voi”
Lizzy, prendendogli le mani e avvicinandosi: “Bene allora…Le vostre mani sono fredde”…
Consiglio la lettura del libro e la visione del film del 2005, diretto da Joe Wright, con protagonisti Keira Knightley ed un intenso Matthew Macfadyen. Le atmosfere, gli amori, le passioni e gli intrighi, sapranno trasportarvi nel mondo della “mia” Jane, con un’ironia che ed una delicatezza che solo nelle sue sapienti mani e attraverso gli accenti del suo cuore, si sono trasformate nel capolavoro che è ‘Orgoglio e Pregiudizio’.
Autore Ilaryland
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