La verità è che non gli piaci abbastanza. Quarto Ammonimento

Meglio una brutale verità o una rassicurante bugia? “La verità è che non gli piaci abbastanza” può essere considerato il manuale d’amore che ogni single dovrebbe consultare, almeno una volta. Gigì ed Alex sono due conoscenti, che instaurano un rapporto di complicità e di scambio di vedute, basato essenzialmente su come intendono l’amore ed il rapporto di coppia. Sono agli antipodi sia per quanto riguarda l’approccio con l’altro sesso, sia per come colgono i segnali di interesse, se ci sono. Gigì è una sognatrice, dolce e romantica, che aspetta ancora il grande amore e che tende a dare una possibilità anche a chi non si dimostra un perfetto cavaliere; Alex è il classico ragazzo disilluso, che la mette di fronte alla realtà e all’evidenza con una semplicità sconosciuta a Gigì. I vari “se” e “ma” cui la ragazza tende ad aggrapparsi, pur di non vedere o sentire quanto duri e difficili possano essere i rapporti di coppia, sono demoliti da Alex uno ad uno, in un susseguirsi di cinque ammonimenti, che segneranno anche l’evolvere del loro rapporto. Alex distingue regola: “se un uomo vorrà stare con una donna farà in modo che succeda, a qualunque costo”, ed eccezione: il voler stare con una donna e non rendersene conto. Se una pecca si può trovare ai ragionamenti di Alex, è la sicurezza con cui egli generalizza i modi di essere delle donne e degli uomini, inserendoli con fare sicuro in categorie stabilite e talvolta senza sfumature: la civetta, l’ansiosa, il playboy, il belloccio disinteressato, il cane bastonato che farebbe da zerbino alla ragazza che gli interessa. Innegabile è, però, che abbia totalmente ragione. Mettendo, al contempo, sotto una lente d’ingrandimento l’uomo e la donna, Alex riesce a fare uno studio quasi “scientifico” delle reazioni, emotive e mentali, dei due. Anni di battaglie femministe non possono negare che, per quanto l’indipendenza culturale della donna e la capacità dell’uomo di capire cosa significhi essere donna siano necessarie, l’uomo e la donna vivono di cliché emotivi, che li definiscono. La tendenza dell’uomo ad essere “agente” più che “pensante” rappresenta lo specchio della tendenza della donna ad essere “emotiva” e “riflessiva”. Ecco allora che le parole rischiano di assumere significati diversi per i due, come suggerisce Alex e come, di fatto, accade a Gigì con i suoi vari spasimanti. Le confidenze di Alex consentono a Gigì di crescere, di affrontare con più consapevolezza l’approccio con l’altro. Il rapporto che sembra essersi instaurato per tutto l’arco del film è di “insegnate – allieva”, fino a quando i sentimenti non cominciano a muoversi silenti ed allora sarà Gigì a vedere chiaro lì dove Alex aveva alzato un muro intorno alla sua sfera emotiva. Se la ragazza riesce a vedere, in trasparenza, i segnali di dove il loro rapporto li sta conducendo, Alex ne è terrorizzato, al punto di usare tutti quei cliché contro se stesso, prima ancora che contro Gigì, cercando di catalogarla nel mucchio di donne che colgono un segnale sbagliato e si umiliano per amore, ma la risposta di Gigì sarà disarmante: "Preferisco essere così che essere come te. Magari io disseziono ogni piccola cosa e a volte mi espongo troppo, ma… almeno ho dei sentimenti. Tu credi di essere forte perché le donne per te sono intercambiabili per te? Tu sicuramente non soffrirai, non ti renderai ridicolo, ma così non t'innamorerai mai… Tu non sei forte.. tu sei solo Alex! Io farò una serie infinita di cazzate, ma so di essere più vicina all'amore di quanto non sia tu..preferisco essere cosi che essere come te." Senza che Alex se ne renda conto, la mancanza di Gigì si insinuerà nelle sue giornate di, fino a spingerlo a cercare in tutti i modi di recuperare l’affetto di lei. Gigì è “la sua eccezione”.
Autore Ilaryland
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