Cinquanta Sfumature di Grigio Trailer Ufficiale Italiano #2 (2015)

Il bianco ed il nero nascondono un’infinita gradazione di colori. Perché proprio il grigio? Questa è stata senza dubbio la prima domanda che mi sono posta quando ho letto la copertina del libro. Certo, ci sono continui rimandi nel volume, che suggeriscono soluzioni ovvie: gli occhi del protagonista, il colore della sua cravatta, lei è il bianco, lui è il nero e si sono raggiunti a metà strada delle loro convinzioni: da qui il grigio. Eppure sembrava sempre che mancasse qualcosa. Non ho trovato facilmente una risposta, così a “Cinquanta sfumature di grigio” ho aggiunto la lettura dei suoi sequel: “Cinquanta sfumature di nero” e “Cinquanta sfumature di rosso”, che consiglio, quantomeno per avere un quadro generale sui caratteri dei protagonisti, in particolare di Christian Grey. Sono giunta alla conclusione che il grigio, il nero ed il rosso dei titoli servano a scandire anche la predisposizione d’animo del lettore nei confronti della narrazione, specie se ci si pone dal punto di vista di Anastasia. Al di là del genere in cui possiamo collocare il romanzo, al di là delle doti da scrittrice dell’autrice, E. L. James, messe continuamente – e a ragion veduta – in dubbio, è emersa la capacità che ha avuto la stessa di creare empatia tra i lettori ed i personaggi principali.
Una sensazione si muove sullo sfondo per tutta la durata della storia, eppure la sentiamo sempre presente, come un pizzicore che ci suggerisce di essere in scena insieme ad Anastasia e a Christian. Non c’è talento che tenga in confronto alla capacità di trascinare il lettore nella storia. E la James c’è riuscita. Andiamo con ordine, perché è stata una lettura ad alta gradazione “alcolica”, di quelle che ubriacano i sensi se si entra nell’atmosfera generale, condizione possibile, però, solo dimenticando (ahimè) la pochezza della scrittura. Il film promette altrettanto bene, come qualità di contenuti.
La storia si svolge nella città di Seattle e nella sua periferia, due ragazze in procinto di laurearsi condividono l’appartamento. Anastasia Steele, detta Ana, studia letteratura, ama l’arte e vorrebbe lavorare nell’editoria, Katherine – Kate – Kavanagh studia da giornalista. Kate, che collabora al giornale universitario, ha ottenuto un appuntamento per intervistare il giovane imprenditore Christian Grey, appena ventisettenne, che ha creato un impero finanziario contando, di fatto (o così sembrerebbe), sulle sue sole forze. Lo scopo di Kate è di strappare qualche informazione al giovane sulla sua vita privata, - della quale i media non riescono ad avere notizia alcuna -, sui suoi gusti sessuali, - non essendo mai stato visto in pubblico con nessuna ragazza -, ed ovviamente sul segreto del suo successo, così che possa essere d’ispirazione ai giovani che entrano nel mondo del lavoro. Pretesto principale all’intervista è che sarà lui a pronunciare il discorso di augurio per la loro classe di laurea. Il caso ha voluto che a quell’appuntamento si presentasse Anastasia e che fosse lei a rivolgere le domande all’imprenditore. Ana e Kate sono profondamente diverse. Remissiva, ingenua, la prima; amante della vita, vivace e sexy la seconda. A primo impatto intuiamo, senza sforzo, il disagio di Anastasia nel confrontarsi con un ambiente che le è totalmente estraneo, con un’opulenza che non comprende e che la genuinità del suo carattere neppure le fa desiderare. La scrittrice ci riporta i suoi pensieri, il suo sentirsi fisicamente inadeguata in confronto alla perfezione estetica dell’amica. La cura per i dettagli, alimentata dall’essere una seguace della moda, propria di Kate, viene compensata dalla disarmante freschezza di Anastasia. Queste qualità si riflettono non solo nel loro modo di apparire, di vestire e comunicare, ma anche d’essere. La timidezza di Ana non le impedisce, però, di essere al contempo una donna fiera e ferma nelle sue decisioni, mai infantile, che lavora su se stessa per costruire il suo futuro, con poche, semplici, certezze: studio, lavoro, famiglia. Fino a quando il suo cammino non incrocia quello di Christian Grey, amministratore delegato di un’impresa che porta il suo nome. Giovane, attraente, intenso eppure distaccato, capace di mettere tra sé ed il mondo esterno un muro, un ragazzo dagli occhi grigi che nascondono molto più della sua dedizione al lavoro, e questo essere turbato, se non addirittura “disturbato”, Anastasia lo comprende subito, dall’entità della loro chiacchierata iniziale. Il loro primo incontro rivela, ai loro animi, al contempo tutto e nulla dell’altro. La goffaggine di Anastasia compensata dallo sforzo di lui nel mantenere un contegno di fronte a lei, che veste ad un certo punto di fastidio, usandolo come arma di difesa da una sensazione di imbarazzo e di benessere che la ragazza gli provoca e che lui sente istintivamente ed involontariamente, e che non sa gestire in alcun modo. Il suo nome, sussurrato da lei alla chiusura dell’ascensore, lo richiama come una piccolo buffetto tra capo e collo: ha provato a scappare da una sensazione del genere per anni ed avrebbe proseguito sulla strada della misantropia o, peggio, misoginia, se non ne fosse stato travolto, incapace di governarlo. Tutto ha inizio perché Christian non si riconosce più. Una favola moderna dal risvolto erotico, eppure soffermarsi solo su quest’aspetto sarebbe riduttivo, così come lo sarebbe attribuire il romanzo al genere della letteratura erotica senza dargli una possibilità di essere compreso al meglio, nelle sfaccettature della storia al di là delle lenzuola sfatte, interpretando le diverse tematiche che affronta e, soprattutto, il modo in cui le affronta. Raramente mi è capitato di conoscere un personaggio strutturato bene nel tempo come quello di Christian Grey. Le sfumature della sua personalità, che poi si estenderanno come un fuoco cocente nella vita di Anastasia, sono ben distribuite in tutti e tre i volumi. Se dubbi possono sorgere sul carattere della protagonista e su alcune sue scelte relative al rapporto con il ragazzo, con la sua famiglia o gli amici; ciò con Christian non accade. Impariamo a capire, a mano a mano che la storia si scopre, il perché dei suoi comportamenti, con un desiderio crescente di aiutarlo a superare i fantasmi che gli albergano nell’anima. Siamo portati a metterci accanto ad Anastasia e a conoscerlo con lei. E’ dapprima un distaccato manager che prova anche fastidio nel risponderle, poi è un collezionista di belle donne more, infine è un uomo incapace di accedere alla sua parte emozionale, che nasconde delle ferite prima di tutto a se stesso, un Dorian Grey che agisce all’inverso rispetto al protagonista del romanzo di Oscar Wilde. Christian nasce trafitto dal male e cerca di arginare le brutture, lasciando che la sua vita sia, e ancor più “appaia”, come una tela bianca. Questo sappiamo di lui nel primo libro, ed Ana con noi: Christian si nasconde dietro la firma di un contratto per concedersi la possibilità di toccare un’altra persona, senza doversi necessariamente domandare se quel contatto sia sporco o se possa evolversi in altro. A primo impatto, in tutte le presentazione delle sue sfumature, siamo portati a scappare e a suggerire ad Anastasia di allontanarlo quanto più possibile dalla sua vita, ma cosa sta accadendo nel mentre? Le certezze, il carattere, le convinzioni morali e sociali, della ragazza, vanno vacillando e mutandosi in qualcosa di diverso, di più maturo, vanno abbracciando altro oltre a ciò che ha sempre conosciuto. Alle sfumature di lui si affiancano la mancanza di sfumature di lei, ed è tutto un gioco ed un’alternanza nel conoscersi ed aiutarsi a crescere a vicenda. I limiti imposti da Christian vengono abbattuti da Anastasia e da qualcosa che lui stesso, dopo non poche difficoltà, capirà essere l’amore. L’intransigenza di Anastasia, il suo vedere o bianco o nero, verrà a sgretolarsi con la realtà di Christian e la costringerà a crescere molto più velocemente di quanto forse non avrebbe fatto con qualcun altro, ed in altre circostanze. Usiamo qualche luogo comune per capirci: l’amore va al di là della logica: Anastasia è consapevole che Christian può essere il male peggiore per lei o l’amore della sua vita, il suo è un rischio costante, una lotta tra ragione e sentimento, che si farà sentire durante tutta la lettura. L’amore e la follia camminano di pari passo: Christian perde, letteralmente, la testa per Anastasia, viene colpito, malgrado il suo scetticismo e la sua condotta, dal classico “colpo di fulmine”, a cui non può far altro che sottostare, provando a capirlo, provando a capirsi. Non ci riuscirà, nessuno dei due capirà a fondo se stesso o l’altro, in questa prima lettura. Dovranno reinventarsi nel loro mondo comune, rimescolare i colori che davano vita al loro quotidiano per amalgamare la vita dell’uno con quella dell’altra. La loro è una sfida interna ed esterna, per entrambi. Il tocco alla memoria scritta dei romanzi di Jane Austen è evidente. Nei suoi “Ragione e Sentimento” ed “Orgoglio e Pregiudizio”, i protagonisti scendevano a patti con se stessi prima e con il partner poi, per sopravvivere ad un cambiamento che la natura delle circostanze imponeva loro. Come Elizabeth Bennet e Mr Fitzwilliam Darcy, come Elinor Dashwood e Mr Edward Ferrars, così Anastasia e Christian sono costretti ad abbandonare ciò che erano, per riscoprirsi diversi e complici, conoscendo se stessi per la prima volta, tanto il cambiamento è forte e profondo.
Febbraio è vicino, l’uscita del film è prevista per San Valentino. Christian Grey è interpretato da Jamie Dornan, fotomodello approdato alla recitazione da qualche anno, data la bellezza scultorea del protagonista non avrebbero potuto scegliere interprete migliore. Presta il volto ad Anastasia Steele una delicata Dakota Johnson.
A voi il trailer. Mr. Grey vi sta aspettando.
Autore Ilaryland
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